A che punto siamo nella ricerca di una cura farmaceutica e di un vaccino contro il coronavirus COVID-19? Cerchiamo di comprendere quali risorse si stanno testando in tutto il mondo.
FARMACI TRADIZIONALI AD USO SINTOMATICO
Quando parliamo di farmaci tradizionali, ci riferiamo a farmaci a base di molecole facilmente veicolabili che possono essere sintetizzati in laboratorio a basso costo. Tra questi sono stati testati:
- Remdesivir, antivirale che nacque per essere sperimentato come cura contro l’ebola ed ha dimostrato di poter modulare anche i coronavirus;
- Lopinavir insieme a Ritonavir, sono due antivirali che vengono usati per la cura dell’ HIV. Allo stato attuale sembra che ci siano pareri discordanti riguardo la loro eficacia (The New England Journal of Medicine, 19 marzo 2020);
- Clorochina e Idrossicorochina, sono dei farmaci usati principalmente contro la malaria ma efficaci anche per curare l’artride reumatoide.
- Si sta sperimantando anche il Favipiravir, un farmaco antivirale che in Giappone viene usato dal 2014 per trattare l’influenza, ma che non è stato approvato né in Europa né negli Stati Uniti. Negli ultimi tempi i media gli hanno dato risonanza in seguito ad uno studio che ne evidenziava effetti positivi C’è però da sottolineare che questo studio era sommario, randomizzato e ancora non revisionato dagli esperti. Inoltre gli effetti erano stati sperimentati in pazienti non gravi in cui i sintomi erano apparsi da poco.
FARMACI BIOTECNOLOGICI AD USO SINTOMATICO
I farmaci biotecnologici sono farmaci innovativi che possono essere somministrati soltanto per via intradermica o per infusione. Seppure ancora poco diffusi, sono oggetto di numerosi studi, e sembrano offrire molti vantaggi, ma anche svantaggi. Sono molto costosi, poco stabili e dai fini dosaggi, quindi solitamente venduti come liofilizzati da risospendere solo da personale medico altamente formato.
Si tratta di vere e proprie proteine che non possono essere sintetizzate chimicamente, ma vengono prodotte tramite processi fermentativi da cellule di mammifero ingegnerizzate geneticamente. Ogni lotto di questi farmaci deve essere sottoposto ad una serie di scrupolosi test, perché l’ambiente di produzione potrebbe determinare variazioni minime.
Un farmaco appartenente a questa categoria è il Tocilizumab. Viene utilizzato come immunosoppressore nell’artrite reumatoide perché è in grado di bloccare la cascata di citochine infiammatorie tipica delle malattie autoimmuni: non va quindi ad agire sul virus ma va a diminuire gli effetti causati dall’azione della risposta immunitaria.
Viene prodotto in cellule di ovaio di criceto cinese in cui è stato inserito il gene apposito responsabile della produzione del farmaco. Per la sperimentazione la casa produttrice (Roche) lo veicolerà gratuitamente agli enti che aderiranno alla sperimentazione TOCIVID-19 dell’AIFA.
Per ora lo studio è suddiviso in due gruppi:
- GRUPPO DI STUDIO DI FASE 2 su pazienti malati in condizioni critiche per l’analisi della riduzione della mortalità ad un mese di trattamento (per ora, sono incluse 330 persone ricoverate per polmonite con sintomi di insufficienza respiratoria o intubate da meno di 24h);
- GRUPPO 2 composto da pazienti più gravi.
Come prima specificato, non si tratta quindi di un farmaco ad uso di tutti, ma ospedaliero e dedicato a chi accusa sintomi gravi.
VACCINO
Attualmente, come noto, non abbiamo a disposizione vaccini per prevenire l’isorgere del COVID-19. Secondo gli esperti ci vorrà un tempo tra i 12 ed i 18 mesi prima di poter commercializzare un vaccino. Questo perché prima di poter essere somministrato alla popolazione, un vaccino deve superare diverse fasi di studio, ovvero:
- Fase preclinica: valutazione su modelli animali;
- Fase clinica 1: valutazione di sicurezza e tossicità su volontari sani;
- Fase clinica 2: valutazione di sicurezza e tossicità su un campione più ampio di volontari sani;
- Fase clinica 3: valutazione di sicurezza e tossicità su un campione più ampio di volontari sani, in cui si comincia ad evidenziare l’efficacia.
Ad oggi, 2 composti sono approdati in fase clinica 1:
- Il primo è in studio negli Stati Uniti, in Massachusetts, dove 45 volontari stanno testando un vaccino sviluppato a partire da studi precedenti di SARS e MERS .
- Il secondo è in China, a CanSino, dove i medici lo stanno testando su 108 volontari tra i 18 ed i 60 anni.
Alcune case farmaceutiche come la Pfizer e la Inovio hanno comunicato di avere dei vaccini in fase preclinica, che potranno passare alla prima fase di test clinici ad Aprile.
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