Con l’arrivo della primavera molti di noi si trovano a fare i conti con una sensazione di pigrizia e sonnolenza, ma a cosa è dovuto questo fenomeno?
Per poterne comprendere le cause sono stati effettuati numerosi studi, ma non abbiamo ancora una risposta basata su una valutazione empirica e su uno specifico studio che ne dimostri la precisa causa.
Tra le spiegazioni addotte per spiegare il fenomeno, ce ne sono tre di particolare rilievo, che sono certamente da tenere in considerazione per poter combattere i disturbi emotivi coincidenti con l’arrivo della bella stagione. La prima fa riferimento ai ritmi biologici circannuali, cioè variazioni biologiche che si ripresentano con le stesse caratteristiche in uno specifico momento dell’anno. Secondo questa verosimile spiegazione, la sindrome primaverile sarebbe conseguenza di un naturale ritmo annuale della sonnolenza e di alcune variabili connesse allo stato dell’umore.
Una seconda spiegazione, in parte integrabile con la precedente, fa riferimento al fatto che il prolungamento delle ore di luce disponibile in primavera abbassa i livelli di secrezione endogena della melatonina, che è strettamente associata al buio. I diminuiti livelli di melatonina potrebbero essere alla base delle alterazioni del sonno di cui si soffre in questo periodo.
L’ultima spiegazione invoca il picco stagionale delle allergie e dell’associato utilizzo di anti-istaminici, farmaci che hanno come effetto collaterale quello di indurre sonnolenza.

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